Il mio primo incontro con la montagna è avvenuto a circa 16 anni, quando, ammaliato dalla notizia dell’arrossamento estivo delle acque del Lago di Tovel, ho cominciato ad interessarmi del Trentino occidentale e delle sue splendide vallate (Val di Non, Val Rendena, Val Daone, ecc.). Appassionato di ciclismo fin da tempi remoti, avevo in cuor mio anche un’altra curiosità da soddisfare, quella di andare a vedere dove il mio corridore preferito da bambino, il lussemburghese Charly Gaul, aveva costruito le sue imprese, la più nota delle quali ebbe teatro proprio nel Trentino, quando nel 1956 sfidò la bufera di neve del M. Bondone e la vinse, firmando un’impresa epica, da sempre ricordata negli annali dello sport.
Una laurea in Lettere con indirizzo geografico e l’interesse personale per il viaggio, mi hanno consentito di scrivere su periodici di turismo e di montagna, come Italia Turistica, rivista internazionale di turismo con sede a Padova, L’Aurelia di Cecina, La Rivista del Club Alpino Italiano: su queste testate ho collezionato numerosi articoli dedicati soprattutto alla mia Regione, la Toscana, alla montagna e, sulle orme dell’allora emergente campione Paolo Bettini, al mio sport preferito, il ciclismo.
Nel 2008 ho replicato con “I gesti della montagna i gesti dell’uomo, come avvicinarsi alle Alpi Apuane in sicurezza”, una sorta di inchiesta sulla sicurezza in montagna sviluppata mediante interviste agli esperti delle tante attività possibili sulle Apuane (escursionismo, alpinismo, mountain bike, canyoning, speleologia, scialpinismo, parapendio); non tutti hanno visto di buon occhio questo mio sforzo ritenendo, forse, l’argomento scabroso, ma io l’ho voluto ugualmente portare avanti, perché non accetto che una vita si spezzi per una disattenzione, una leggerezza, un errore di valutazione che un diverso approccio alla montagna può prevenire e, quindi, evitare.
Ho chiuso il trittico di questa mia esplorazione con “Apuane in trekking” uscito ad agosto 2010, tradotto anche in lingua inglese, nell’ottica di allargare la fruizione rispettosa di queste montagne anche ai numerosi stranieri, che frequentano la nostra Regione. Oggetto di indagine sono questa volta i trekking, percorsi di più giorni attorno a cime e vallate, sulle orme di tanti “eroi inconsapevoli” che nell’aspro ambiente apuano hanno lasciato importanti tracce del loro passaggio, suscitando nel viaggiatore attento l’ammirazione per la loro vita dura e difficile.Un capitolo a parte è dedicato alla eccezionale idea degli albergatori Alemanno e Daniele Barsi, che, nei primi anni del Novecento, con un pallone aerostatico portavano i “bagnanti” della Versilia al fresco dell’Albergo Alto Matanna: un sogno durato una breve stagione, ma un altro bel dono che ci viene consegnato dal nostro passato.Ma, ho pensato, perché non dare ai più piccoli uno strumento piacevole e, al tempo stesso, “culturale” per conoscere, amare e un po’ temere le Apuane? Il concetto di sicurezza va a braccetto con quello di consapevolezza e conoscenza. E così mi sono unito a tre persone davvero speciali e professionali, con le quali ho potuto affrontare il pubblico dei giovanissimi. Insieme a Linda Griva, esperta di linguaggio infantile, Marco Balestri, insegnante antropologo e Consuelo Zatta, illustratrice, ho pubblicato nel dicembre 2009 con l’editore Felici di Pisa il libro per ragazzi “Raccontando le Apuane”, nel quale un Marco Marando ridotto a personaggio dei fumetti e la sua amica Cincia, una cinciallegra curiosa e piena di domande, accompagnano i bambini alla scoperta delle tante proposte e curiosità di queste nostre montagne.
E non è finita qui... Dopo altre “avventure” apuane (per gli argomenti basta guardare la bibliografia), ho finalmente potuto scrivere un libro sulla mia amatissima valle trentina, la Val di Fumo, grazie alla collaborazione gentilissima di Emanuele e Gianni Mosca, gestori del Rifugio omonimo.E..., cambiando argomento, ”La bici rosa”, un libro pubblicato a giugno 2016 e dedicato al ciclismo, lo sport da me sempre preferito. Nel volume si ricordano anche i grandi del passato e la mia passione per le loro imprese, ma devo dire che questo è soprattutto un libro dedicato al ciclismo femminile e ai tanti temi che gravitano intorno a questo mondo a molti quasi sconosciuto o da molti semplicemente poco considerato; durante le interviste con le protagoniste che ho incontrato, ho notato in particolare che, malgrado la fatica e i sacrifici che quotidianamente devono sopportare e malgrado alcune siano veramente delle campionesse di altissimo livello, queste atlete si raccontano sempre con grande semplicità e modestia. Un modo di fare sport veramente... sportivo!
Dulcis in fundo, per ora..., "Inseguendo un sogno. Intervista con il ciclismo femminile", scritto con l'amico Ambrogio Rizzi.
Nel 2020 ho aggiornato il libro per ragazzi "Raccontando le Apuane" e nel 2022 "Apuane in.. trekking", con importanti aggiornamenti e approfondimenti.
E non finisce qui, arriverà qualcosa anche nel 2026...