10 copertina BiciRosaLa Bici rosa

(Marco Marando)

Da molto tempo attendevo questo momento per me magico: il Campionato del Mondo di ciclismo su strada nella “mia” Toscana! Un evento sportivo che solo nel settembre 2013 si era potuto finalmente materializzare, per regalare ai numerosi appassionati delle due ruote nove giorni di gare intense e indimenticabili. Il clou era rappresentato ovviamente dalla corsa in linea uomini, in programma domenica 29, su un insidioso tracciato fiorentino da ripetere più volte, con partenza da Montecatini Terme.

La settimana dei mondiali in Toscana non aveva rappresentato per me solo la giornata conclusiva. Avrei voluto assistere a tutte le gare in programma, ma non era possibile: e poi l’amletico dubbio, andare alla partenza o all’arrivo? La gara in linea donne élite è stata forse quella che mi ha dato più emozioni; mi ha piacevolmente impressionato l’alto livello qualitativo delle atlete in gara; d’altra parte non è da ieri che le donne sono state ammesse alla prova in linea. La prima edizione è datata 1958 e a vincere fu una lussemburghese, Elsy Jacobs; scorrendo l’albo d’oro della competizione si annota la doppia vittoria della russa Anna Tonkina negli anni ’70-’71, in entrambi gli anni davanti all’azzurra Morena Tartagni. Poi, dopo un periodo in cui sono le atlete russe a mettersi in luce, nel 1985 si affaccia sul palcoscenico mondiale una formidabile atleta, la francese Jeanne Longo, a segno per 5 volte, di cui quattro consecutive. Finalmente anche l’Italia comincia a farsi sentire, prima con l’inossidabile Maria Canins e poi al Giro nel 1994 con la compianta Michela Fanini; a partire dall’anno successivo si accende la stella di Fabiana Luperini, che iscrive il proprio nome nella classifica finale del Giro e del Tour negli anni ’95, ’96 e ’97; vince altre due edizioni del Giro (1998 e 2008), si piazza seconda al Tour nel 1998 e 2001, ma non riuscirà ad aggiudicarsi in quegli anni nessun titolo mondiale, spesso a causa di percorsi inadatti alle scalatrici. È un vero peccato, anche perché non si può rimanere al top della forma tutto l’anno. Per avere finalmente il primo titolo iridato in Italia si deve attendere il 1997, quando sarà una magia di Alessandra Cappellotto a rompere l’incantesimo. Poi, lo straordinario ciclo azzurro che verrà aperto da Marta  Bastianelli nel 2007, proseguito con Tatiana Guderzo nel 2009 e consolidato dal magico doppio di Giorgia Bronzini nel 2010-11. Le vittorie delle italiane assumono un significato speciale perché dal 2006 splende sul ciclismo femminile un’altra grande stella: la fuoriclasse olandese Marianne Vos, uno dei massimi talenti che mai abbiano solcato le strade su cui si misura il magnifico sport delle due ruote. Vincitrice dell’edizione 2012, la Vos partirà con il n° 1 anche nel 2013, al Mondiale di Firenze. Nonostante non fosse al top della forma per i postumi di una caduta1, riuscirà con un perentorio scatto a metà dell’erto strappo di via Salviati a staccare le irriducibili avversarie, aggiudicandosi uno storico bis iridato sull’insidioso circuito fiorentino. Le immagini televisive della gara hanno fornito un esauriente spot sulla bontà di questa disciplina sportiva, interpretata dalle migliori in gara con intelligenza tattica e freschezza fisica.
Sceso dal treno intorno alle 13, ero convinto di trovare poca gente: una previsione completamente sbagliata. Il piazzale prospiciente l’ingresso delle Terme di Montecatini, transennato a dovere per consentire la libera circolazione delle squadre e le operazioni di partenza, era già saturo di addetti ai lavori, mentre la festa che stava per cominciare era allietata dalle note ad altissimo volume di Crazy, uno dei più grandi successi del gruppo rock Aerosmith: impossibile non riconoscere l’area dedicata a questa manifestazione. Ad assistere un folto gruppo di appassionati di ciclismo, attratti dalla magia di questi grandi appuntamenti. Al calore della festa di sport si era poi aggiunto quello meteorologico, che regalava ai numerosi presenti una gradevole giornata splendente di luce (proprio l’opposto della buriana che il giorno dopo si scatenerà sulla corsa e su migliaia di spettatori convenuti da tutto il mondo).
Introduzione di Marco Marando 
 
Tagete Edizioni Pontedera